E' uscita la seconda edizione del libro "La Saga dei Bardanzellu. Le alterne vicende di una famiglia sarda", presso "Edizioni del Faro", Trento, http://www.edizionidelfaro.it/, acquistabile in internet e nelle librerie convenzionate con la casa editrice
  4^ generazione (1779-1819)

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Dopo un periodo di riformismo l'Isola ripiomba nell'oscurantismo del nuovo Re Vittorio Amedeo III (1773-1796), proprio mentre l'Europa è investita dalle idee illuministiche che precorrono la Rivoluzione francese. Ciò non impedisce, anche in Sardegna, lo scoppio della ribellione, che il 28 aprile 1794 dilaga in tutta l'Isola e conduce alla cacciata dei Piemontesi. Ben presto però tra gli stessi rivoluzionari comincia a serpeggiare la divisione, con la formazione del partito sassarese filo-conservatore e di quello cagliaritano liberale e progressista. Ciò facilita il ritorno dei Piemontesi (1796), che precorre addirittura il trasferimento a Cagliari della corte dei Savoia (1799-1814), a seguito dell'occupazione napoleonica del Piemonte.

     Le vicende anagrafiche dei Bardanzellu di questa generazione riflettono le difficoltà dell'epoca: matrimoni tardivi, in alcuni casi tra membri della famiglia stessa, lunghi e frequenti stati di vedovanza. In Luras, tuttavia, sono presenti almeno quattro famiglie ed almeno altri tre nuclei a Terranova.

     

              

Nell’età della Restaurazione (1815-1848), la concessione sullo sfruttamento delle saline olbiesi era passata dai Bardanzellu ai fratelli Pietro, Leonardo e Giovanni Maria Puzzu che ben presto occuparono anche gran parte delle cariche delle milizie cittadine.

Il risultato fu un periodo di prepotenza e soprusi, per la città di Terranova, nel quale fu coinvolto anche Giovanni Maria Bardanzellu, militare di carriera (Cacciatore di Sardegna) e uno degli autori, in concorso con il Brigadiere Francesco Rasseval, di un grave fatto di sangue avvenuto in uno stazzo di Terranova: la morte violenta dei pastori Antonio Azara e Andrea Minuti "Scaccadu", dei figli di quest'ultimo, Martino e Pietro, nonché del ferimento della nuora Maria Azara.

Mentre i tre fratelli Puzzu, come mandanti per avere ordinato il fuoco (essendo Pietro e Leonardo capitani della fanteria e della cavalleria cittadina), subirono soltanto pene minori, gli esecutori materiali del plurimo omicidio furono condannati a morte il 22 agosto 1822. A nulla valse l’aver sostenuto di aver reagito alla resistenza opposta dagli uccisi al mandato della forza pubblica; l'impiccagione sembra che sia stata eseguita a Sassari l'anno successivo.

 

Giuseppe Bardanzellu (n. Olbia nel 1819), fratellastro minore di Giovanni Maria, fu agente consolare di Francia a Terranova tra il 1853 e il 1858.

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A Luras, Tomaso, fratello maggiore dei precedenti, era un allevatore che possedeva il censo richiesto per entrare a far parte del Consiglio commutativo (=comunale) della cittadina gallurese. Era anche alfabetizzato, in quanto firmava i verbali di proprio pugno e non con segno di croce. Visse sino a ottacinque anni circa, un'età straordinaria, per l'epoca. Dal certificato parrocchiale desumiamo che il vegliardo sia stato colpito da un colpo apoplettico e che sia deceduto prima che gli fossero somministrati i sacramenti in articulo mortis; pertanto il sacerdote aveva provveduto ad assolverlo sub condicione e a tumularlo nella Chiesa di San Giuseppe di Luras (1850).

 

 Anche a Luras il destino di questa generazione fu spesso violento. Antonio Bardanzellu detto “Rais”, pastore, risulta aver concluso cruentemente la propria esistenza, ucciso il 23 dicembre 1817 da tale Giovanni Pirisinu Gaddia, per motivi rimasti sconosciuti.

 

     matrimonio_Bardanzellu_Satta

 

Nell’anno 1806, il giorno 6 ottobre, Luras. Premesse le pubblicazioni nei tre giorni festivi continui e non consecutivi, di cui la prima è stata fatta nel giorno 21, la seconda nel giorno 29 di settembre, la terza nel giorno 6 di questo mese; e non trovato alcun impedimento legittimo, io sottoscritto, vicario di questa chiesa parrocchiale della Beata Maria Vergine del Santissimo Rosario, ho interrogato in questa chiesa parrocchiale Agostino Angelo Bardanzellu, celibe, figlio dei coniugi Pietro e Cecilia Satta, e Caterina Soggiu, nubile, figlia dei coniugi Giovanni Battista e Maria Giovanna Cabras, tutti di questa parrocchia, e, ottenuto il loro reciproco consenso, li ho uniti in matrimonio solennemente a parole sul momento, alla presenza dei noti testimoni Nicola Pirisinu, figlio di Michele e di Lucia Cabras, e Giacomo Pala, proparroco, figlio di Giorgio e di Maria Bellu, di questo luogo; dopo li ho benedetti durante la celebrazione della messa secondo il rito di Santa Madre Chiesa. E di ciò Don Scano vicario parrocchiale.

 

 

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