E' uscita la seconda edizione del libro "La Saga dei Bardanzellu. Le alterne vicende di una famiglia sarda", presso "Edizioni del Faro", Trento, http://www.edizionidelfaro.it/, acquistabile in internet e nelle librerie convenzionate con la casa editrice
  3^ generazione (1742-1778)

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Nel frattempo, Carlo Emanuele di Savoia (1730-1773) affida al Conte Giovanni Battista Bogino il compito di migliorare le condizioni di vita della Sardegna che, secondo le inchieste ordinate dal Ministro piemontese era ancora "un paese povero, tormentato dalla malaria, dedito all'agricoltura estensiva e all'allevamento brado", mentre la popolazione si nutriva quasi esclusivamente di verdura, cereali e formaggio. Il Bogino diede incremento all'istruzione pubblica, fece riaprire le Università, chiuse durante la dominazione spagnola, introdusse la lingua italiana nelle scuole e nei tribunali in sostituzione dello spagnolo (i Bardanzellu dell'epoca, tuttavia, continuarono sicuramente a parlare nel sardo-logudorese di Luras). I Piemontesi aumentarono anche il numero dei medici ed assegnarono ad ogni paese almeno un farmacista ed un'ostetrica, ma incontrarono la feroce resistenza dei feudatari. Mezzo secolo dopo l'avvento dei Savoia, la popolazione dell'intera isola era aumentata da 300.000 a 425.000 abitanti. La Gallura, peraltro, rimaneva estremamente spopolata, tanto da attrarre l'immigrazione di numerosi pastori di origine corsa; oggi infatti, il dialetto gallurese è un idioma molto simile alla lingua corsa. Singolarmente, però, la città di Luras, rimase un'isola parlante logudorese all'interno della Gallura.

costumi_sardi_700

Costumi sardi del '700 

 

 Oltre alle vicende familiari, le ricerche condotte hanno messo in luce un ruolo assolutamente di primo piano, ricoperto da Antonio Bardanzellu e dai suoi fratelli Francesco e Giovanni, nella Terranova/Olbia del periodo a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.

Nel 1796, infatti, Antonio risulta concessionario dello sfruttamento delle saline di Terranova e della vendita del sale in tutta la Gallura. L'8 marzo 1802 presentò istanza al Viceré di Sardegna di poter cumulare la carica di "Guardia Reale" con quella di Comandante della Cavalleria miliziana. Col termine "Guardia Reale" doveva intendersi probabilmente "Guardia costiera", un corpo che dipendeva funzionalmente dal Deputato di sanità e che doveva evitare che approdassero bastimenti sprovvisti del necessario nulla osta sanitario, onde prevenire contagi. La richiesta venne accolta. Nel 1805, fece istanza al Viceré di Sardegna di poter ricoprire la carica di Deputato di Sanità di Terranova (corrispondente all'incarico di Ufficiale Sanitario), all'epoca vacante, dichiarando di effettuarne già le funzioni "ad interim".

 

Giovanni Bardanzellu, fratello minore di Antonio, è ricordato come Notaio in Terranova/Olbia. Da quanto risulta all'Archivio di Stato di Cagliari, Giovanni ricoprì per circa un ventennio (1785-1804) la carica di Scrivano della Curia di Terranova, corrispondente a quella dell'odierno Segretario generale del Comune e, come tale era il collaboratore più stretto del Podestà ( = Sindaco), che spesso sostituiva nelle funzioni di Deputato di Sanità (vedi sopra) e da cui veniva delegato per svolgere indagini su episodi che minacciassero l'ordine pubblico. Svolse per lungo tempo i suoi compiti di primo collaboratore del Podestà di Terranova e, nel 1805, una volta dimessosi, fece presente al Viceré di Sardegna che il Comune gli doveva ancora il pagamento della parcella per complessive 128 lire (corrispondenti al valore odierno di una piccola mandria di 17-18 buoi.)! L' 8 marzo 1802 aveva altresì presentato istanza al Viceré di poter cumulare la carica di Scrivano della Curia con quella di Comandante della Fanteria miliziana, un corpo militarizzato preposto alla tutela dell'ordine pubblico. La richiesta venne accolta. Nel mese di maggio 1808, infine, fu nominato da Re Vittorio Emanuele I Sostituto Procuratore fiscale di Terranova; per tale carica, corrispondente a quella dell’attuale viceprefetto, era richiesto il titolo di laurea.

 

Nel luglio 1791, un terzo fratello, Francesco Bardanzellu, risulta rivestire la carica di Censore di Terranova, cioè di Revisore dei Conti dell'amministrazione comunale. Ciò dimostra che anche Francesco sapesse leggere e scrivere, in un ambito in cui gli alfabetizzati erano non più di una trentina.

 

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L'atto di morte di Pietro Bardanzellu, Luras 31 gennaio 1773 e l'atto di morte di Giovanni Maria Bardanzellu, forse suo zio, il 3 aprile dello stesso anno.

 

              

 

 

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